Fave dei Morti

Per il 2 novembre, giorno della commemorazione dei defunti, è diffusa in tutta l'Umbria la consuetudine di preparare questi delicatissimi dolci di pasta di mandorle dalla forma di una grossa fava.
L'utilizzo delle fave nei riti dei morti affonda le sue radici nel mondo classico e sembra trovare spiegazione nella rarità del fiore, che è bianco con una particolare macchia di colore nero, simbolo del mistero, appunto molto raro tra i vegetali. Con la preparazione di questi pasticcini, leggenda vuole che si fornisca un dolce viatico alle anime che si avviano verso l'aldilà. Molto diffusa era anche la credenza secondo cui attraverso il gambo di questa pianta, che non presenta nodi, passassero le anime dei morti che non avevano trovato pace.
Una tradizione comunque era certa: fino a qualche decennio fa, nel giorno dedicato ai defunti, lungo le strade verso i cimiteri, era facile incontrare numerose bancarelle con chili e chili di questi famosi pasticcini, che più che per i morti rappresentavano una gustosa soddisfazione per i vivi!

Ingredienti:
- 250 gr di mandorle dolci
- 5 mandorle amare
- 175 gr di farina
- 250 gr di zucchero
- 2 albumi
- scorza grattugiata di mezzo limone
- 10/20 gr di burro

Procedimento:
Spellate le mandorle dopo averle scottate in acqua bollente, tostatele e tritatele finemente. Impastate (a mano o in impastatrice) le mandorle con gli albumi d’uovo, il burro, lo zucchero e la buccia grattugiata di limone. Formate delle palline che vengono leggermente schiacciate a forma ovale, sistematele in teglie da forno unte e spolverate di farina. Cuocete in forno a 170°C per circa 10/15 minuti. 
Il prodotto fresco va conservato ad una temperatura di circa 6°/8° C per 2/3 giorni al massimo.

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