Comune di Deruta


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Deruta, il paese dell’arte civile
Un lungo silenzio avvolge la storia di Deruta fino all’anno 1040, quando il toponimo compare per la prima volta nei documenti dell’abbazia di Farfa in Sabina. Si può pensare, dunque, a un grande naufragio storico, il cui unico relitto è un nome sinistramente significativo: Deruta (latino diruta). L’origine del nome pare si colleghi alla fuga dei Perugini, nel 40 a.C., dalla loro città distrutta, e al loro stabilirsi in questo colle che prende il nome di “Perugia vecchia” (toponimo ancora oggi esistente che identifica un colle sopra Deruta). La omofonia del termine “ruta” deve aver influenzato la fantasia dei Derutesi, che pongono a loro insegna la ruta, come si vede nello stemma parlante, dove una pianta di ruta sovrasta la torre merlata a cui si affianca, a dominarla, il Grifo perugino coronato.
I primi insediamenti nel territorio di Deruta sono favoriti dalla facile reperibilità di argilla, presente in grandi quantità nelle colline derutesi e nei depositi alluvionali del Tevere; la felice posizione geografica della città, per la prossimità a importanti vie di comunicazione, consente lo sviluppo delle attività dei vasai e dei loro commerci.
Un considerevole numero di documenti d’archivio e di opere ceramiche attestano come la ceramica sia stata prodotta a Deruta, senza soluzione di continuità, dal Medioevo fino ad oggi; ne risulta un quadro che vede Deruta configurarsi, specie nei secoli XV e XVI, e nuovamente nel XX secolo, come uno straordinario fenomeno di mono economia basata sulla produzione della ceramica. Questa continuità fa sì che, nell’evoluzione stilistica e tecnica della ceramica derutese, si riconoscano tutte le principali tappe attraversate anche dalle produzioni dei centri ceramici dell’Italia centro-settentrionale, spesso con significative anticipazioni e originali soluzioni, come nel caso dei lustri rinascimentali; ciò si deve alla funzione di crocevia svolta da Deruta dal XIV al XVI secolo, quando varie esperienze artistiche si amalgamano in un incontro fecondo. La migrazione di maestri vasai da e per Deruta è, infatti, un fenomeno che interessa precocemente la città, e che rimane costante fino a tempi recenti; si comprendono, così, le contaminazioni e le originali elaborazioni che contraddistinguono l’arte derutese nei secoli. In epoca rinascimentale il predominio sul mercato, la coscienza artistica e la padronanza della tecnica dei vasai di Deruta rendono l’arte ceramica un’arte “civile”, che dona grande prestigio a chi la esercita.

Un borgo di vasai
Tutto, nel borgo, racconta dell’arte della ceramica.
Visitare Deruta vuol dire immergersi in una tradizione secolare; i resti delle antiche fornaci per la cottura della ceramica (in epoca rinascimentale quelle attive sono ben 52, localizzate nel borgo antico) raccontano di una straordinaria organizzazione produttiva e di un fortissimo stimolo verso l’innovazione. I reperti ceramici recuperati svelano tecniche e stili innovativi, talvolta rivoluzionari, pur mantenendo elementi di continuità, una sorta di “memoria” del vasaio, dove si inseriscono, senza timori, originalità e modernità. Le preziose collezioni del museo rivelano la profonda coscienza artistica e la fierezza dei maestri maiolicari derutesi.
Gli artigiani di oggi conservano l’abilità tecnica, la dignità e l’orgoglio dei loro avi; saldamente ancorati alla tradizione, sanno spingersi verso nuovi traguardi, ispirandosi ai grandi modelli custoditi nel Museo della Ceramica, il “Museo artistico pei lavoranti in maiolica” (nell’originaria denominazione), con un occhio rivolto al progresso e al gusto contemporaneo. Casa e bottega costituiscono ancora oggi l’aspetto caratteristico e fondante della vita derutese, e ogni laboratorio artigiano racconta di quell’arte “civile”, di quel talento che rende Deruta nota in tutto il mondo, del fascino di tecniche segrete tramandate per generazioni.

Da non perdere
- Il Museo Regionale della Ceramica e la Pinacoteca Comunale
- L’area archeologica delle fornaci di San Salvatore presso il Museo Regionale della Ceramica
- L’esperienza di un laboratorio di decorazione ceramica per bambini e adulti nella cornice del Museo della Ceramica
- La biblioteca specialistica del Museo Regionale della Ceramica
- La chiesa di San Francesco
- La chiesa di Sant’Antonio Abate
- Un itinerario tra le antiche fornaci del centro storico
- La Fondazione Ceramica Contemporanea d’Autore “Alviero Moretti”
- Il Museo della fabbrica di maioliche Grazia
- Una visita nelle botteghe artigiane e nelle grandi fabbriche di maioliche, per assistere al ciclo di lavorazione della ceramica guidati nei laboratori dai maestri artigiani
- Il Santuario della Madonna del Bagno
- Una sosta nelle osterie e nei ristoranti per degustare la cucina umbra
- La Galleria di Storia Naturale e il Laboratorio di Storia dell’Agricoltura di Casalina
- Il Museo di Anatomia Umana e la Galleria di Matematica di Casalina

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  • E-mail: protocollo@comunederuta.gov.it
  • Sito Web: www.comunederuta.gov.it
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    - Buongiorno Ceramica – Maggio
    - In piazza sotto le stelle – Luglio
    - Palio della Brocca – Agosto/Settembre
    - Santa Caterina d’Alessandria, patrona dei ceramisti – Novembre
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